
L'IsolaGallinara è quella sagoma verde adagiata sul mare che osservi da ognispiaggia della Baia del Sole, da Laigueglia ad Alassio. Sembra a un passo,eppure è avvolta da un alone di mistero: ci si può andare? Si può sbarcare?Cosa nasconde la sua macchia mediterranea?
Larisposta è più affascinante di quanto immagini. Questo piccolo scoglio a formadi tartaruga è una riserva naturale protetta, un santuario di gabbiani efondali incontaminati che si può ammirare solo dal mare. Ecco tutto quello chedevi sapere prima di organizzare la tua gita.

L'isola si trova di fronte ad Albenga, in provincia di Savona, a poco più di un chilometro e mezzo dalla costa, separata dalla terraferma da un canale profondo in media una dozzina di metri. Alta circa 88 metri e con un perimetro di un chilometro e mezzo, deve la sua forma inconfondibile alla silhouette di una testuggine.
Dal1989 è una riserva naturale regionale: un ecosistema che gli studiosi hanno censito con oltre 280 specie botaniche e che non conosce incendi da più di cinque secoli. Qui nidificano i gabbiani reali, soprattutto sull'alta scogliera meridionale, mentre i fondali custodiscono Posidonia oceanica, margherite di mare e formazioni del coralligeno. Un piccolo mondo selvaggio rimasto miracolosamente intatto.
È la domanda che si pongono tutti, e la risposta è netta: no, sull'Isola Gallinara non si può sbarcare. L'isola è infatti una proprietà privata e, allo stesso tempo, un'area protetta: per preservarne gli habitat terrestri e marini, lo sbarco dei turisti è vietato. In pratica:
● Non puoi scendere a terra né usare l'approdo.
● Non puoi visitare il monastero o i sentieri interni.
● Puoi circumnavigarla in barca, ammirandola da vicino.
● Puoi fare il bagno, snorkeling o immersioni nelle acque circostanti.
Questo "divieto" è in realtà la sua fortuna: è proprio l'inaccessibilità ad aver salvato la Gallinara dal cemento e dal turismo di massa, conservandone la fisionomia originaria.
Il modo migliore per goderti l'Isola Gallinara è una gita in barca. I tour partono dai porti della zona, in primis Laigueglia e Alassio, ma anche Loano, e sono disponibili su richiesta in quasi tutte le stagioni, condizioni meteo permettendo. La classica escursione consiste nella circumnavigazione dell'isola, con una durata che va dai 45 minuti alle due ore e mezza a seconda della formula scelta.
Durante la bella stagione molti tour prevedono una sosta per lo snorkeling nelle acque cristalline, con attrezzatura spesso inclusa. C'è di più: questo tratto di mare rientra nel Santuario Pelagos, l'area protetta dei cetacei, quindi non è raro abbinare al giro dell'isola un'uscita di whale watching. Trovi le proposte aggiornate tra le esperienze e attività del territorio.
Se cerchi qualcosa di più intimo, alcune compagnie locali propongono anche uscite private con skipper e veri e propri aperitivi al tramonto a bordo: si salpa nel tardo pomeriggio, si costeggia la Gallinara mentre la luce si fa dorata e si brinda in mezzo al mare con un calice in mano. Un'esperienza romantica e slow, perfetta per una serata speciale o per chi vuole vivere l'isola da una prospettiva diversa.
Per gli ospiti di Acciuga Hotel, tutte le informazioni aggiuntive sono disponibili in reception.
Se ami il mare in profondità, la Gallinara regala due immersioni indimenticabili. La prima è quella di Punta Falconara, conosciuta anche come immersione del Cristo degli Abissi: sul fondale, a circa 18 metri, riposa dal 1998 una statua in bronzo del Cristo Redentore alta oltre due metri e mezzo. È un'immersione facile, adatta anche ai meno esperti.
La seconda, a Punta Sciusciau, è più esposta alle correnti e quindi riservata a chi ha esperienza: qui potrai incontrare cernie, murene, polpi e scorfani tra le falesie rocciose. Le attività subacquee sono regolate da apposite ordinanze e vanno svolte con i diving convenzionati, a tutela del sito archeologico sommerso.

L'Isola Gallinara non è solo natura. La leggenda racconta che qui trovò rifugio San Martino di Tours, che si stabilì in una grotta affacciata sul mare aperto la Grotta di San Martino, che ancora oggi porta il suo nome. Gli scavi archeologici hanno confermato che la zona fu luogo di culto e di sepoltura fin dal IV secolo, e sull'isola sorgevano un antico monastero benedettino e una torre di avvistamento genovese, eretta per scrutare l'arrivo dei pirati.
E il nome? La curiosità più insolita riguarda proprio quello: "Gallinara" deriva dalle galline selvatiche che, secondo gli storici romani, un tempo popolavano l'isola. Di quei volatili oggi non resta più traccia, ma il nome è rimasto a raccontarne la storia.
● Quando andare: da maggio a settembre per snorkeling e bagno; tutto l'anno per il solo tour panoramico.
● Da dove parte: prenota dai porti di Laigueglia o Alassio, raggiungibili in auto o autobus.
● Prenotazione: consigliata, specie in alta stagione e per le immersioni guidate.
● Cosa portare: costume, asciugamano, crema solare, acqua; per lo snorkeling maschera e pinne (spesso a noleggio).
● Ricorda: lo sbarco è vietato, ma il bagno intorno all'isola è consentito.
Dalla spiaggia o dal ponte di una barca, l'Isola Gallinara resta uno dei simboli più suggestivi della Riviera di Ponente: un piccolo paradiso selvaggio da rispettare e ammirare. Scegli il tuo soggiorno nella Baia del Sole e parti alla scoperta del mare che la circonda: prenota ora e lasciati incantare.
No. L'isola è una proprietà privata ed è inserita in una riserva naturale protetta: lo sbarco dei turisti è vietato. È possibile solo circumnavigarla in barca e fare il bagno nelle acque circostanti.
Con un'escursione in barca che parte dai porti di Laigueglia, Alassio o Loano. Il tour circumnaviga l'isola e dura dai 45 minuti alle due ore e mezza, con possibilità di sosta per lo snorkeling in estate.
Si trova di fronte ad Albenga, in provincia di Savona, a circa 1,5 km dalla costa della Riviera di Ponente. È perfettamente visibile dalle spiagge di Laigueglia e Alassio.
I subacquei possono immergersi a Punta Falconara, dove dal 1998 si trova la statua sommersa del Cristo degli Abissi a 18 metri, e a Punta Sciusciau, ricca di cernie, murene e polpi.
Il nome deriva dalle galline selvatiche che, secondo gli storici romani, popolavano l'isola in tempi antichi. Oggi quegli animali sono scomparsi, ma il nome è rimasto.