La Baia del Sole di Laigueglia è racchiusa tra due promontori che sembrano vegliare sul golfo da posizioni opposte: Capo Mele, verso Andora, e Capo Santa Croce, verso Alassio.
Non sono solo due punte panoramiche: raccontano quindici secoli di storia, dai monaci benedettini ai marinai in preghiera, dalle torri di avvistamento contro i pirati ai capodogli che a volte si affacciano al largo.
Se hai già percorso i sentieri di Laigueglia, questi due capi meritano una tappa a parte: non un altro itinerario da camminare passo passo, ma due luoghi da scoprire con calma, tra un faro storico, una cappella sospesa sul mare e panorami che cambiano volto a ogni ora del giorno.
Guardando la costa da Laigueglia, il golfo si chiude idealmente tra questi due capi.
Capo Mele è considerato dai geografi il limite occidentale del Golfo di Genova; Capo Santa Croce, poco oltre il porto di Alassio, chiude la baia dal lato opposto.
In mezzo, la Baia del Sole con le sue spiagge e il centro storico di Laigueglia.
Le due punte non competono con i percorsi già raccontati nella nostra guida alle esperienze e attività all'aria aperta: qui l'obiettivo è diverso, arrivarci con calma per godersi il panorama, non percorrere chilometri di crinale.
A Capo Mele, oltre al presidio militare che ne occupa il crinale più alto, sorge anche il Faro di Capo Mele, costruito nel 1856 e alto 25 metri: uno dei soli tre fari ancora presidiati in Liguria, insieme alla Lanterna di Genova e al faro di Punta Verde ad Arma di Taggia, gestito dalla Marina Militare. Purtroppo il Faro non è raggiungibile: si trova infatti in area militare, così come il Semaforo più in quota, riservato alla 115a Squadriglia radar remota dell’Aeronautica Militare e chiuso al pubblico.
Il modo più bello per avvicinarsi alla zona resta a piedi, lungo il sentiero che da Colla Micheri conduce a Pinamare, in territorio di Andora: un percorso immerso nel bosco, con scorci alternati sul mare e, verso l'entroterra, sulle colline di Stellanello e Testico. Non si vede il faro da vicino, ma è un'immersione autentica nella macchia mediterranea del promontorio.
Il promontorio segna anche il confine occidentale del Santuario Pelagos, l'area marina protetta tra Italia, Francia e Principato di Monaco dedicata ai cetacei. Non è raro che le imbarcazioni di whale watching avvistino capodogli e globicefali proprio allargo di Capo Mele: nel 2021 fece scalpore l'avvistamento di un raro capodoglio bianco, fotografato al largo della costa savonese.
Sul lato opposto della baia, Capo Santa Croce custodisce una storia più intima. Sulla punta rocciosa sorge la Cappella Stella Maris, che i pescatori alassini chiamano ancora “la Madonnetta”: costruita nel 1929 in ricordo dei caduti del mare, sorge dove un tempo si ergeva un'antica torre di avvistamento contro le incursioni saraceni, di cui restano ancora tracce nel basamento. La leggenda vuole che proprio tra Capo Santa Croce e l'Isola Gallinara si trovasse lo “Scoglio delle Vedove”, temuto dai naviganti per i naufragi che provocava.
Poco più in alto, lungo l'antica Via Iulia Augusta, si incontra anche la chiesetta di Santa Croce: secondo la tradizione locale fu edificata nell'XI secolo dai monaci benedettini provenienti proprio dall'Isola Gallinara, un filo che lega ancora oggi i due promontori e l'isola al largo. Ad accompagnarla, una piccola piazza panoramica che ripaga ampiamente la salita: uno degli scorci più suggestivi di tutto l'itinerario, da visitare preferibilmente in primavera o in estate, nelle ore più fresche della giornata.
Da qui parte anche un breve sentiero panoramico, ideale per una passeggiata di un'ora tra macchia mediterranea e birdwatching, prima di ricollegarsi ai crinali dell'Alta Via Baia del Sole.
Capo Mele e Capo Santa Croce condividono un passato da vedette. I Romani tracciarono qui la Via Iulia Augusta per collegare Roma alla Gallia; nel Cinquecento le torri di avvistamento vigilavano sulle incursioni dei pirati saraceni; durante la Seconda Guerra Mondiale, i crinali retrostanti verso il Monte Bignone ospitarono postazioni di osservazione di cui restano ancora i ruderi. Due promontori, due prospettive diverse sulla stessa storia di difesa e di mare, oggi trasformata in eredità da scoprire a passo lento.
● Faro di Capo Mele: vista aperta sul Golfo di Genova, ideale al tramonto.
● Cappella Stella Maris a Capo Santa Croce: scorcio sul porto di Alassio e sull'Isola Gallinara.
● Passeggiata Cadorna e Torrione Saraceno: il modo più suggestivo per avvicinarsi a Capo Santa Croce dal lungomare.
● Crinale verso il Monte Bignone: panorama a 360 gradi su entrambi i promontori, per chi vuole allungare la camminata.
● Periodo migliore: primavera e autunno, per luce morbida e clima mite.
● Calzature comode: i sentieri sterrati verso il faro e la cappella non sono impegnativi, ma il terreno è irregolare.
● Fotografia: luce migliore all'alba verso Capo Santa Croce e al tramonto verso Capo Mele.
● Binocolo: utile per provare ad avvistare cetacei al largo di Capo Mele nei mesi estivi
Per approfondire mappe e tracce GPS di tutta la zona, consulta anche la sezione dedicata della rete locale Qui Laigueglia, oppure scopri come organizzare il tuo soggiorno prima di partire.
Capo Mele e Capo Santa Croce sono le due quinte naturali della Baia del Sole: bastano una passeggiata e un po' di curiosità per scoprire un faro storico, una cappella sul mare e secoli di storia condensati in due promontori. Dopo averli esplorati, torna a Laigueglia e prenota il tuo soggiorno con vista su entrambi i capi.
Capo Mele si trova a levante di Laigueglia, verso Andora, ed è considerato il limite occidentale del Golfo di Genova. Capo Santa Croce si trova invece a ponente, oltre il porto di Alassio. Insieme racchiudono la Baia del Sole.
Il faro, alto 25 metri e costruito nel1856, è raggiungibile con una breve passeggiata dalla via Aurelia, ma essendo un faro attivo gestito dalla Marina Militare non è visitabile all'interno; resta comunque un punto panoramico apprezzato dall'esterno.
È una piccola cappella votiva costruita nel 1929 in memoria dei caduti del mare, conosciuta localmente come “la Madonnetta”. Sorge sulla punta rocciosa di Capo Santa Croce, sui resti di un'antica torre di avvistamento.
La tarda primavera e il primo autunno offrono il clima più mite e la luce migliore per le foto: l'alba è ideale verso Capo Santa Croce, il tramonto verso Capo Mele.